Credenze, miti e verità sul guadagnare online

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Fare soldi semplici e in maniera rapida, magari comodamente seduti sul divano di casa, lavorando quando e come vuoi tu, è la più grossa fake news di questi ultimi anni? O c’è qualcosa di vero? Sondaggi, affiliazioni, crowdworking e mystery shopping sono buone attività per arrotondare lo stipendio, ma richiedono tempo, fatica e cura. Ne vale sempre la pena?

Quali sono gli ingredienti che ti regalerebbero una felicità piena e duratura? A questa domanda, ampiamente dibattuta fino dalla notte dei tempi, quasi tutti oggi risponderebbero così: “salute, amore, un buon lavoro che mi permetta di perdere meno tempo possibile e guadagnare tanto”.

E così, seguendo da sempre le pulsioni più vicine e care alla maggioranza delle persone, il mercato adatta la propria offerta, utilizzando i suoi mezzi comunicativi per persuadere e attrarre.

Un tempo, quando Internet ancora non era entrato a far parte delle nostre vite in maniera così minuziosa, un lavoratore costruiva sul proprio lavoro la base del proprio stipendio, salvo poi arrotondare con qualche mansione extra, servizi o attività part time, al di fuori del lavoro considerato “ufficiale”.

Oggi questa è più che mai una realtà consolidata, ma a differenza del passato  ci sono sempre nuovi canali che facilitano guadagni extra o addirittura incentivano la costruzione di vere e proprie carriere . O almeno, così ci vengo proposte.

Internet, d’altronde, porta in dote un sogno: la capacità per chiunque, da casa, senza alcuna raccomandazione o ostacolo di sorta, bello o brutto che sia, con o senza titoli di studio, di poter ottenere guadagni, in alcuni (rari) casi anche considerevoli.

Ma quanto questa convinzione è vera? Di quali variabili non tiene conto?

📊 I Dati

La conferma che la pulsione al guadagno facile è insita in ognuno di noi, arriva in questo caso dal motore di ricerca più famoso al mondo: Google. Chiunque infatti, dotato di computer e connessione alla rete, potrà verificare alcuni dati vertiginosi, facendo semplicemente queste ricerche:

  • Come guadagnare online? – 15 milioni di risultati
  • How to earn online? – 776 milioni di risultati
  • Guadagnare online metodi – 1 milione e 200 mila risultati.

…Il numero di risultati è destinato a crescere nel tempo, senza ombra di dubbio.

La lista di ricerche correlate è molto più lunga, ma forse è ancora più interessante dare uno sguardo ai risultati che si possono trovare in rete cercando i metodi più celebri e considerati “semplici” per guadagnare su internet:

  • sondaggi online– 22 milioni di risultati (solo nelle ricerche italiane!);
  • mystery shopping– 684 milioni di risultati;
  • crowdworking– 166 mila risultati.

Un fenomeno insomma, impossibile da ignorare.

È giusto quindi dare uno sguardo d’insieme a cosa siano e cosa prevedono queste varie modalità di guadagno, in maniera analitica, cercando di rivelarne anche il lato oscuro, che spesso i siti e i blog in cerca di lead e nuovi utenti dimenticano o omettono.

I metodi di guadagno online più comuni: sondaggi, mystery e crowdworking

📲 I Sondaggi pagati online

I sondaggi online retribuiti sono la via di micro-guadagno più dibattuta e cercata online ed è forse quella che merita riflessioni maggiori. Partiamo subito dalla risposta a due domande:

  1.  È possibile guadagnare compilando sondaggi online? Sì, è possibile. 
  2. È possibile rendere questa pratica, quanto mai semplice e alla portata di tutti, una professione a tutti gli effetti? No.

Le rete pullula di proposte di guadagno extra, rispondendo ad alcune semplici domande a quiz. Si trovano numerose risorse online approfondite sul tema, dove poter orientarsi in questa giungla e fare i propri esperimenti.

I problemi preposti a questo tipo di micro lavori tuttavia sono, sintetizzando al massimo, due:

  • il primo, più sociologo, è da dove deriva il guadagno di chi poi esegue il pagamento: la condivisione di abitudini di consumo e talvolta la cessione di dati personali a terzi. Nel momento in cui si cedono i dati in blocco è quasi impossibile verificare a chi siano stati ceduti e con quali finalità, salvo richiesta espressa.
  • Il secondo, sicuramente più tangibile, riguarda invece le remunerazioni: il guadagno per sondaggio oscilla fra i 0,30 e i 15 euro, ma per essere retribuiti bisogna accumulare un elevato numero di crediti, che si ottengono solo con numerose e noiose sessioni di risposta ai più svariati sondaggi. Cosa che porta molti utenti a rinunciare prima di raggiungere la soglia minima per il pagamento.

Nonostante queste due istanze, i siti e le app che propongono questo tipo di servizi sono in piena espansione: Globaltestmarket, Nielsen, Toluna, Alta Opinione, Foresta di Opinioni, il già citato Crowdville, Nextplora, Centro di Opinione e tantissimi altri siti web di sondaggi, più o meno affidabili. La scelta è davvero ampia e diversificata anche per settore lavorativo, difficoltà dei sondaggi e tipologia di compenso, che può variare da premi in denaro a voucher e buoni sconto.

Quindi, possiamo dire che si può guadagnare con i sondaggi? La risposta è “che si può arrotondare” (guadagnare è una parola grossa), ma a patto di aver voglia di iscriversi a numerosi siti e app, per poi rispondere con infinita pazienza a tali questionari.

🕵️‍♀️ Il Mystery Shopping

Con il termine Mystery Shoppers, vengono definiti quei lavoratori ingaggiati (indirettamente tramite società terze) da negozi, istituti finanziari, ristoranti, esercizi commerciali, fornitori di servizi, per verificare la qualità dei prodotti, il livello di servizio al cliente ed in generale l’ambiente delle suddette attività  , spesso con visite al negozio “in incognito”, cioè fingendosi normali clienti. 

La loro principale responsabilità consiste nell’effettuare acquisti e fare rapporto sulle loro esperienze di shopping fisico e/o online.

Il lavoro a cui si viene sottoposti sicuramente non è dei più semplici e prevede tra l’altro due qualità abbastanza importanti:

  • una certa dose di onestà, spirito di osservazione critico e capacità comunicative;
  • avere consistente tempo libero per poter svolgere un ciclo di attività che comprende: visita al negozio/esercizio commerciale, acquisto, scrittura del rapporto online, disponibilità a intraprendere questo ciclo più volte durante periodi ravvicinati.

Date per assodate queste doti, i guadagni possibili sono migliori di tante attività che si possono trovare online per guadagnare: forse, proprio a causa di questo, in questi ultimi anni le piattaforme per praticare Mystery Shopping si sono moltiplicate sempre di più. Tra le più famose possiamo segnalare: bemyeye.com, ishopforipsos.com, crowdville.net e molte altre. 

Insomma, ci si guadagna oppure no? In questo specifico caso, il guadagno in valore assoluto è maggiore rispetto ai sondaggi, ma l’asticella si alza: occorre aver voglia (ed essere in grado) di recarsi in vari negozi, seguire una check-list di azioni da fare in punto vendita e poi compilare un report online.

Maggior numero di ore impiegate, maggiori sforzi necessari… e guadagno orario sempre e comunque basso. 

🤝 Il Crowdworking

Diverso ancora è il discorso riguardante il crowdworking, che come termine può genericamente e gerarchicamente includere le due precedenti attività. Indicato da alcuni come “una delle grandi innovazioni del mondo lavorativo nell’era digitale”, non manca però di una folta schiera di critici, in particolare riguardanti i salari bassi e la mancanza di copertura sociale insita nel suo funzionamento.

Per chi non ha troppa dimestichezza con l’argomento di cui stiamo trattando, con Crowdworking si indicano i nuovi modelli di business a cui la gig economy sta dando vita: sempre più persone decidono di  “arrotondare” il proprio stipendio usando le tante piattaforme digitali e le app per cercare facilmente potenziali clienti, fare piccoli o grandi lavori  (consegne pony express, test di prodotto, richiesta preventivi, etc) di qualunque tipologia, secondo diversi livelli di specializzazione.

crowdworking gig economy

In Europa, così come in Italia, il fenomeno è ormai super radicato:

  • lo studio “Crowd Work in Europe”, promosso dalla Fondazione europea per gli studi progressisti (Feps), già nel 2016 portava alla luce esempi di paesi occidentali come il Regno Unito, dove ormai 5 milioni di individui sono pagati mediante piattaforme online e di questi ben 3 milioni sono impegnati in forme di crowdworking.
  • In Italia, il più importante studio sul settore è quello svolto dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti, che ha evidenziato come anche nella nostra Penisola ci sarebbero circa 700.000 gig-workers.

Da questi pochi dati, possiamo capire l’esigenza di interventi di stampo normativo sul settore: il circuito potenzialmente distruttivo, basato sul ribasso della prestazione professionale, può portare se non affrontato a dovere a ben più ampi problemi di stampo sociale.

Anche in questo caso, è sbagliato parlare di “guadagno online”: è sempre un tema di valore della paga oraria, di tutele per i lavoratori (per lo più assenti), di prospettive future (sostanzialmente assenti).

💰Pro e contro del guadagno online: conclusioni

Per concludere, quindi, esistono evidenti meriti e demeriti.

I meriti hanno a che fare sicuramente con la possibilità per tutti di fare la propria “scalata sociale”: se ben applicati e combinati con costanza e passione, qualunque utente è potenzialmente in grado di utilizzare questi strumenti per ottenere un nuovo lavoro, visibilità, qualche guadagno extra.

 In senso lato, il guadagno online passa più probabilmente attraverso percorsi di costruzione del proprio personal branding, per diventare magari affermati esperti di un certo settore (o influencer, il concetto è quello); venditori online di successo attraverso marketplace o siti personali; o semplicemente per sfruttare il web come luogo ideale di visibilità rispetto a competenze già acquisite o a lavori tradizionali. 

I demeriti però, se non i veri propri limiti, sono causati invece dagli scarsi guadagni delle modalità di guadagno di massa menzionate e dalle difficoltà imposte per raggiungere il vero guadagno online di influencer ed e-commerce affermati. Esistono, a tal proposito, delle vere e proprie barriere all’ingresso, che escludono la stragrande maggioranza di chi mette in campo i propri tentativi con tempo e investimenti.

Il guadagno online è una chimera brillante e piacevole, tutto appare semplice, rapido, immediato. I risultati veri, nella rete come nel mondo reale, sono però per pochi meritevoli, tenaci e fortunati utenti.

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